L’abc ragazzi, l’abc.

Io non capisco quelli che durante il temporale quando ci sono i tuoni forti scappano e urlano. Bisogna essere intelligenti e maturi, non avete più cinque anni, ormai dovreste sapere che basta semplicemente nascondersi sotto le coperte e coprirsi tutti fino alla testa così i tuoni e i mostri non possono prendervi.

Lusso

Non so come si arriva ad annullare se stessi per qualcun altro, e soprattutto non capisco perché. Posso capire la gentilezza e la pazienza nei confronti di qualcuno che la richiede, che ne ha bisogno, ma se a quel qualcuno manca il carattere, mancano le basi per un quieto vivere e l’etica, manca la gioia di vivere e manca il rispetto, non puoi essere tu a dargli i tuoi perché poi a rimanere senza non sarà più lui. La comprensione e la tolleranza sono dei pregi importantissimi solo se sai dosarli, altrimenti diventano immediatamente remissività e arrendevolezza e senza accorgertene passi dieci anni in balia della sopraffazione. Non posso spiegarvi quanto i miei 24 anni a volte pesino come se fossero 50, ma posso dirvi che così ho imparato ad apprezzare la spensieratezza, a dare spazio a me stessa, a pretendere dagli altri almeno quello che loro pretendono da me. Lo ammetto, sono sempre stata una persona molto esigente riguardo ai rapporti, con chiunque. Ho provato ad accontentarmi, a pensare che meglio poco che niente, che è sbagliato pretendere 100 da chi può darti solo 10, ma il risultato era sempre un’eterna insoddisfazione, ché io di 10 non me ne sono mai fatta nulla. Sono stata così stanca di osservare e capire i problemi di coppia altrui che non mi sono quasi mai concessa il lusso di essere io parte di una coppia, di curare una relazione come una piantina, di pensare a un noi, non perché non lo volessi ma perché le volte che ci ho provato erano più i momenti di discussioni che quelli di risate, erano più le cose che non andavano che quelle che invece sì. Io non voglio essere una donna che si fa andare bene tutto solo per avere qualcuno accanto. Non voglio essere mia madre. Non voglio una vita di cinismo e rassegnazione. Sono sempre stata una sognatrice, crollo alla vista di un cielo stellato, mi vengono da dire tutte quelle cose idiote e romantiche, mi piace passeggiare la sera in spiaggia e fare il bagno di notte perché di giorno siamo tutti bravi ma di notte ti devi fidare del mare, mi piace dare fiducia, mi piace da impazzire quando lui ride e mi fa sentire come un moccioso che si sveglia pensando di dover andare a scuola e invece improvvisamente scopre che è domenica, ecco quando lui ride è come quando sospiri dopo aver pianto e butti fuori il male, come quando torni dal lavoro stanca e trovi un biglietto della mamma con scritto Ti ho preparato la parmigiana di melanzane, come quando qualcuno ti copre mentre dormi e hai freddo, come quando un gattino ti fa le fusa, come quando ti senti al posto giusto nel momento giusto, come quando non te ne frega un cazzo se fuori piove o c’è il sole perché stai bene dentro, come quando vorresti solo dire che quando lui ride è bello e invece ti partono dieci righe di paragoni con cazzate carine.
Io non capisco come si possa annullare se stessi per qualcuno, quando è così bello elevare il proprio carattere insieme a qualcuno.

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Ciao io da oggi sono in ferie svegliatemi solo quando è pronto in tavola

Incontri romantici

  • Ex-capo: Anvedi tu chi c'è!
  • F: Ehi! Ma ciao!
  • Ex-capo: No ma vie' qua fatte vedè fatte abbraccià fatte stropiccià
  • F: Che per caso ti manco?!
  • Ex-capo: LI MORTACCI TUA E DI QUANNO T'HO PERMESSO DE ANNARTENE
  • F: Insomma tutto bene
  • Ex-capo: M'hai lasciato co sti quattro cojoni tutti maschi poooi capì
  • F: Ah ma ci credi che sull'internet sentono moltissimo la tua mancanza?
  • Ex-capo: A LELLA E CE CREDO SI CHE CE CREDO QUA IO SO UNO IMPORTANTE MA CHE TE PENSAVI
  • F: Quindi te li saluto?
  • Ex-capo: Chi?
  • F: Quelli dell'internet
  • Ex-capo: Ma chi so questi?
  • F: E che ne so io
  • Ex-capo: E chi lo deve sape'?
  • F: Tu, sono fan tuoi, sei tu quello importante oh ma che ti pensavi
  • Ex-capo: A Federì ma o sai che me manca più de tutto?
  • F: Che?
  • Ex-capo: Mannatte a fanculo de core
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Avete presente quando uscite a piedi fate 300 metri inizia a diluviare tornate indietro vi asciugate cambiate prendete l’ombrello riuscite ma perdete il treno il prossimo tra 45 minuti bevete un po’ d’acqua ma la bottiglietta che avevate è mezza vuota perché era chiusa male e si è svuotata bagnando tutto il contenuto della borsa e il tutto nell’arco di due cazzo di ore? IO HO PRESENTE.

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Oggi abbiamo fatto le confetture e le marmellate e io profumo di fiori e vaniglia e ho le dita al limone perché ci ho infilato dentro i fiorellini viola.
(Sì. mi sta piacendo lavorare qui, sì.)

Quella sera che scrissi dell’internet

Spesso, troppo spesso, mi piacerebbe essere come non sono. Più magra, meno alta, con gli occhi verdi, più gentile, meno ingenua, più ricca, meno occupata. Più di tutto, però, a volte vorrei essere meno sentimentale. Mi capita di desiderare ardentemente il dono dell’indifferenza come tratto distintivo e non come meccanismo di difesa acquisito nel tempo, ma non ci riesco (e non sono sicura che sia un male).
Un paio di anni fa circa ho iniziato a scrivere di me su internet, ho proiettato parte della mia vita in un posto, se così si può chiamare, visto che un posto è una porzione specifica e contenuta di spazio dove è collocata una cosa mentre internet è invece una roba sconfinata. Nonostante la sua estensione, io ho usato internet come fosse il dietro le quinte di un palco. Il palco è da sempre la piattaforma simbolica della vita, e dietro le quinte ci sei tu che progetti, sistemi, curi, aggiusti, ché ogni cosa deve stare al suo posto per non deludere un ipotetico pubblico. In questi anni ho capito la cosa più importante di tutte, ed è che il pubblico da non deludere mai, sono io. Questo posto, questo tumblr prima di tutto, è stato il brodo primordiale di rapporti che non avrei mai pensato che si potessero evolvere come si sono evoluti. Sono riuscita a tirare fuori da qui parecchia roba che poi si è rivelata spazzatura, ma i piccoli tesori che ho trovato in mezzo a quella, ripagano di tutto.
La vita è una fatica, io ve lo dico, appena spegnete il pc e andate fuori ci sono tanti di quei casini che vi investono che penserete seriamente di barricarvi dietro lo schermo a cercare sinonimi di parole a caso per far credere a quei quattro gatti che vi leggono che avete un registro linguistico molto ampio. Fuori vi scontrerete con situazioni pessime, lavori brutti, sudore, tanto sudore, delusioni che manco le conterete più, problemi che la notte per addormentarsi ci vorranno le ore, ma li risolverete, se sarete bravi, e forse, se la fortuna vi assisterà, capirete che quelli che avete risolto erano problemi vostri, problemi concreti, reali, che vi hanno fatto crescere e maturare perché vi hanno fatto incazzare davvero, perché quando ti svuoti il conto in banca per aiutare una persona che non sei tu e tu rimani senza la possibilità di pagarti un caffè e a lavoro ti dicono Ehi lo stipendio sto mese no ma il prossimo è doppio tu guarda come ti incazzi, altro che il flame di tumblr sulla taglia 42.
Usatelo, internet, ma usatelo come preparazione per fuori, cercate, informatevi, guardate, leggete, capite, interagite, perché poi dovete uscire, dovete fare, conoscere, inciampare in cose che non possono essere risolte con “Arresta il sistema” o “Log out”. Io tumblr l’ho usato per accrescere la stima in me stessa, perché sì, perché ne avevo bisogno, avevo bisogno che persone che non mi conoscessero mi dicessero, per esempio, che non ero brutta e che quello che pensavo non lo pensavo solo io. Alcuni dei migliori amici che ho attualmente li ho conosciuti qui, ho conosciuto dei ragazzi, non dirò quanti perché che io dica tre o trentacinque ci saranno sempre quelle iene annoiate che triplicheranno il numero. Ah, sì, internet è pieno di iene annoiate, si dividono in quelle che sono visibilmente stupide e ammettono di non avere nulla da fare se non farsi i cazzi degli altri e magari smontarli e rimontarli un po’ per renderli più succosi e poi c’è la mia categoria preferita, le iene travestite, che sono solitamente donne all’apparenza carine e simpatiche che hanno un’esistenza così priva di successi reali e di soddisfazioni che provano a riempirla giudicando pubblicamente esperienze altrui che la maggior parte delle volte si sono inventate loro stesse. Non evitatele, vi serviranno per capire che spesso un blog apparentemente sentimentale con i gattini e un’eterna storiella d’amore finita male nasconde personalità squallide e superficiali.
Nonostante ciò non abbiate mai paura di esporvi, di raccontare di voi, di ricevere critiche, ma non abbiatene paura su un social così come nella vita vera. Usate questo come trampolino di lancio, siate giovani ma non irresponsabili, siate moderni ma non estremi, non abbiate paura di un cellulare spento o di un pc rotto perché quello che deve davvero terrorizzarvi è il bisogno di rumore. Fate in modo che vi manchi la famiglia, imparate che viaggiare non è necessità di fuggire ma opportunità per fare di ogni luogo la vostra casa. Oziate, perché fa bene, perché sticazzi essere sempre operativi, ma se l’ozio è la vostra routine alzate il culo e stancatevi, perché la stanchezza, quella vera, quella di quando devi decidere se prima di andare a dormire devi cenare o fare la doccia perché sei così a pezzi che tutte e due le cose non riesci, quella stanchezza lì, ti fa capire che priorità hai nella vita, e ti fa capire quali sono le persone per cui rinunceresti al sonno anche se ne hai bisogno come l’aria.
Ah, a proposito, internet volendo è un posto valido, ma l’aria è più fresca quando di finestra ne aprite una vera.

Oggi ho imparato che il finger food è quella cosa che cucini tutto piccolo piccolo così ti sembra di mangiare meno e invece alla fine ti sei scofanato otto teglie tra cappuccini salati con croissant di gamberi e zucchine ripiene e robe varie. Oggi ho imparato che il finger food è quella cosa che cucini tutto piccolo piccolo così ti sembra di mangiare meno e invece alla fine ti sei scofanato otto teglie tra cappuccini salati con croissant di gamberi e zucchine ripiene e robe varie.

Oggi ho imparato che il finger food è quella cosa che cucini tutto piccolo piccolo così ti sembra di mangiare meno e invece alla fine ti sei scofanato otto teglie tra cappuccini salati con croissant di gamberi e zucchine ripiene e robe varie.

Profumini

Sempre per la rubrica sticazzi.com volevo informarvi che ho cambiato lavoro. Lo so, mancherà molto anche a me il mio capo romano e le sue avances romantiche come un’emissione d’aria che attraversa il cavo orale proveniente dallo stomaco attraverso l’esofago tipicamente a seguito di processi digestivi, altrimenti conosciuto come rutto, ma tant’è.
Adesso lavoro nella scuola di cucina di uno chef famoso che, vai a capire perché, pare che mi trovi simpatica. Oggi è il primo giorno, ho già sbrigato tutto il lavoro sbrigabile in un primo giorno di lavoro privo di esperienza in campo e adesso mi arriva sotto il naso il profumo di croissant di gamberi e zafferano e cous cous ai peperoni che stanno preparando gli allievi e l’insegnate.

Se poi mi fanno assaggiare, giuro che classifico questo come il lavoro più bello del mondo.

Eh oh

A ventiquattro anni ho fatto quattro traslochi, ho cambiato tre lavori, cinque fidanzati, venti borse, so aprire i barattoli da sola, so pulire e cucinare, so affrontare le distanze, guido bene, parcheggio in retromarcia ma tutto sto lavoro di crescita se ne va a fanculo quando arriva un temporale e al primo tuono corro sotto le coperte e abbraccio il cuscino